La nostra storia
20 maggio 1917, Torino Valdocco: tre donne profondamente impegnate, iniziano una “silenziosa rivoluzione”.

Sono: Maria Verzotti, commessa di macelleria, Francesca Riccardi, impiegata, e Luigina Carpanera, cassiera di libreria.

Si impegnano, guidate da Don Rinaldi, allora Direttore dell’Oratorio FMA a Valdocco (Torino), a vivere come “Figlie di Maria Ausiliatrice nel secolo”.

È il primo nucleo delle Volontarie di Don Bosco, anche se passeranno molti anni prima che il seme gettato si sviluppi e dia origine ad un vero e proprio Istituto Secolare.

Soltanto nel 1947, infatti, la Chiesa, con Pio XII, promulga la Costituzione Apostolica “Provida Mater”, che segna il riconoscimento degli Istituti Secolari come Istituti di Vita Consacrata.



Nel 1919 sono già sette quelle donne di fede generosa che offrono a Dio, nelle camerette di Don Bosco, la loro vita per “la salvezza delle anime”.

Si chiamano Zelatrici di Maria Ausiliatrice; scelgono come impegno comune e personale di testimoniare il loro amore per Cristo, tra i famigliari, i vicini di casa, “nei laboratori, nelle fabbriche, negli uffici, per le vie, nei crocicchi” (QC pp. 151, 182, 184).

Nel Quaderno Carpanera (QC), diario e raccolta dei verbali dei loro incontri con Don Rinaldi e le FMA, allora loro “Assistenti”, emerge tutto il loro sforzo di confronto, di verifica e di grande disponibilità allo Spirito Santo.

La loro Associazione nel 1964 viene eretta in “Associazione delle Volontarie di don Bosco” di diritto diocesano, a Torino dal Card. Maurilio Fossati ed inizia il suo iter di riconoscimento canonico.

Nel 1978, il 5 agosto, è riconosciuta, da Paolo VI, in “Istituto Secolare di diritto Pontificio”..